Giulia Agostini

Il fascino del riflesso

 

Giulia Agostini, giovane fotografa italiana vive tra Padova e Milano.
Il suo percorso, si incrocia molto presto con l’arte. Frequenta il liceo artistico e rimane colpita fin da subito dalla raffigurazione del corpo: le ore di copia dal vero fanno scorrere veloci le lancette dell’orologio e attirano la sua attenzione.

La fotografia arriva in quegli stessi anni un po’ per caso, quando si ritrova tra le mani una vecchia macchina fotografica. La curiosità per le immagini è sempre stato una punto fondamentale per lei, in tutte le sue forme dall’arte alla moda. Ma la fotografia, è ancora una forma d’espressione sconosciuta.
Comincia scattandosi degli autoritratti, realizzati nelle ore passate a studiarsi allo specchio.
Quest’ultimo, oggetto affascinante e misterioso, la segue in diverse circostanze.
Un episodio della sua infanzia la colpisce in particolare. Un’amica di quartiere con una famiglia numerosa, la invita spesso nella sua casa. L’appartamento, molto grande, vedeva appesi diversi specchi di tutte le forme e dimensioni. La sera prima di andare a dormire, venivano coperti per evitare che si aprissero dei “passaggi”, così li definiva la nonna.
Giulia ne rimane estremamente affascinata e incuriosita, e se lo ricorda ancora quando la mattina bisognava togliere i lenzuoli.
Lo specchio entra a far parte della sua vita e le immagini che vi sono riflesse si fissano nella sua memoria. Questo gioco diventa una sua cifra stilistica. Ne recupera ovunque, dai mercatini ai negozi, e tutt’ora ne porta uno con sé quando realizza degli scatti.

Carica le sue prime fotografie su Flickr, una piattaforma all’epoca molto popolare , che dava la possibilità di condividere di album e immagini. È proprio lì, che viene contattata da un professore del Cleveland Institute of Art. Giulia all’inizio pensa ad uno scherzo, solo poco dopo si rende conto che la proposta di partecipare ad una mostra è reale, e accetta. È la sua prima mostra fotografica ed è a New York. In quest’occasione, un passo alla volta, realizza che quella che sembrava solo una passione può diventare il suo lavoro.
A New York approfondisce la ricerca sulla street photography iniziata e proseguita poi nelle città di Napoli, Venezia e Trieste.

L’attesa dello sviluppo, il rumore dello scatto, l’avvicinarsi con l’orecchio mentre si riavvolge il rullino, sono un salto contro tendenza in un tempo che ti vuole digitale.
Ma il fascino di questi gesti è troppo.
Le immagini di Giulia, raccontano il quotidiano, uno sguardo intimo sulla scoperta del corpo femminile e non solo. La fotografia è un mezzo per lasciare una traccia della sua ricerca continua.
Così come il suo ultimo libro, edito da NFC edizioni, con la copertina verde acceso.
Me lo mostra con entusiasmo, e il contrasto con i suoi capelli biondissimi è travolgente.
40 fotografie, a raccontare il suo mondo e quello che vedono i suoi occhi, tra immagini di archivio e nuovi scatti.

Cloe Piccoli
Marcello Junior Dino

Leave a Reply

Your email address will not be published.

SUBSCRIBE OUR NEWSLETTER
TO STAY UPDATED ON OUR PROPOSALS

FACEBOOK

INSTAGRAM

Navigation
Close

YOUR PHOTOS

Close

Wishlist

Recently Viewed

Close

Categories