OEG 100 Poster per 100 Autori

Una nuova operazione di Open Edition Gallery: dal 10 al 25 giugno torna con le Limited Edition of 50 di 100 Poster per 100 Autori.

Non stampe, non dipinti, ma poster. Senza Jules Chéret, padre del medium, non ci sarebbe stato neanche un corpo di trenta opere firmate da Henri de Toulouse Lautrec, né tanto meno i manifesti (limitatissimi) di Alfons Mucha. Tutto accadde alla fine dell’800, a cavallo fra il Postmodernismo e l’Art Nouveau, fu in questo periodo che Chéret, litografo francese e figlio d’arte, andò a Londra a perfezionare la tecnica della stampa a colori, capendo l’importanza dell’immagine sul testo. Rivoluzionando il mondo della pubblicità: le sue figure, non sono nient’altro che precorritrici dei modelli e modelle degli attuali manifesti affissi sui muri della nostre città. Cambia così anche l’approccio all’arte: da quel momento sempre più vicina a un pubblico non elitario.

Ma la storia si ripete, lontano dalle fiere e aste, Open Edition Gallery si avvicina a «un pubblico differente da quello dei collezionisti di fine art» racconta Sebastiano Leddi, fondatore di OEG e di Perimetro. «La scelta dei poster non è casuale: è un supporto democratico e accessibile a un pubblico appassionato di immagine». 100 Autori per 100 Poster in Limited Edition of 50, non semplici riproduzioni.

Nella sua storia ne è stato un esempio l’inserto dell’album di Bob Dylan firmato da Milton Glaser, oggi oggetto di culto: i fans sono disposti a pagare centinai di dollari per avere l’originale, quello ripiegato in omaggio con il disco.

E benché il concetto sia differente- non si parla di edizioni limitate- e benché i più giovani non si ricorderanno, a rendere i poster veri oggetti di culto fu merito anche del Playboy di Hugh Hefner: i manifesti delle Playmate adornavano le pareti delle officine (dei meccanici in primis) prima ancora calendari e protagonista del numero  uno della rivista, e del poster, fu una giovanissima Marilyn Monroe con uno scatto di Tom Kelley, che di celebrità ne fotografò non poche.

Certo, il paginone centrale non era un poster d’autore, come d’autore non sono quelli che tappezzano ancora oggi le camerette dei Millennials, ma la storia si evolve e si ripete, e oggi il poster torna a essere arte, per chi ama la fotografia. Open Edition Gallery vuole promuovere ancora una volta questo medium.

Gabriele Galimberti

Leave a Reply

Your email address will not be published.

SUBSCRIBE OUR NEWSLETTER
TO STAY UPDATED ON OUR PROPOSALS

FACEBOOK

INSTAGRAM

Navigation
Close

YOUR PHOTOS

Close

Wishlist

Recently Viewed

Close

Categories