Marlin Dedaj

Sono nato in Albania nell’Agosto del 1988, nella città di Shkoder.
Dal 1992 al 1994, insieme alla mia famiglia abbiamo attraversato il mare per tre volte consecutive con l’intento di venire in Italia e costruirci una vita. In quel preciso periodo storico che soggettivamente definirei come l’esodo albanese.
Ho quasi sempre vissuto, da quando sono arrivato in Italia, in un contesto paesaggistico che amo, conteso tra il lago d’Orta e il lago Maggiore, nella parte nord est del Piemonte.
Ho avuto un infanzia felice ma con le sue difficolta. Crescendo abbandonai gli studi per aiutare economicamente la mia famiglia, lavorai per otto anni all’interno di un azienda metalmeccanica. In quegli anni mi misi a studiare fotografia in maniera autonoma, prevalentemente studi storici e moderni. Negli stessi anni ho lavorato con discontinuità come assistente per alcuni fotografi locali e non. Nel 2014 ho avuto un incidente lavorativo che mi ha fatto prendere la decisione radicale di abbandonare il lavoro da dipendente per dedicarmi completamente alle arti visive, con un forte imprinting sulla fotografia e il video. Sono diventato un libero professionista a settembre 2014 ed ho iniziato subito a lavorare nel commerciale e negli eventi, anche se sono sempre stato attratto dall’interpretazione documentaria, con una forte attrazione al ritratto ambientato.
I miei punti di riferimento artistici sono: il lavoro fotografico di Diane Arbus, Mary Ellen Mark, Richard Avedon, Alex Majoli, Larry Sultan. Il lavoro cinematografico di Theo Angelopoulos, David Lynch, Michelangelo Antonioni, Stanley Kubrik, Federico Fellini e Aleksandr Sokurov. La pittura di Edvard Munch, Marlene Dumas, Francis Bacon, Alice Neel. Indiscutibilmente gli scritti di Franz Kafka e Pier Paolo Pasolini. Questi sono stagli gli autori che più di altri mi hanno coinvolto emotivamente e aiutato nella mia crescita personale.
Dopo il 2008, il periodo in cui ho iniziato a fotografare, ho avuto varie tipologie di esperienze. Tra il 2011 e il 2013 ho lavorato per la rivista indipendente Arabica Fenice, raccoglieva storie, fotografie e illustrazioni. Si ispirava a IL Caffè ideato da Pietro Verri. Il mio lavoro era quello di creare immagini che si adattassero al contesto scritto. Dal 2012 sono membro di Image-Factory, un’associazione culturale con l’obiettivo di promuovere la cultura fotografica, di cui l’attività principale è quella di realizzare stampe fine-art che valorizzino l’immagine prodotta e al tempo stesso ne garantiscano il valore nel tempo. Dal 2015 al 2017 ho collaborato con Il Giardino delle Rose Blu, una Onlus che persegue la solidarietà sociale. Principalmente sull’assistenza sociale e sanitaria di bambini e adolescenti in difficoltà. Lavorando con tutte le categorie di persone più deboli che vivono in situazioni di povertà o svantaggio sia in Italia che all’estero. Si propone infatti di sviluppare costantemente i propri progetti non solo in Italia, ma anche attivamente in Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia e Romania. Ad inizio gennaio 2020 ho pubblicato per loro, su commissione, un libro sulla loro storia, intitolato Le strade della Misericordia. Dal 2017 collaboro esternamente con Coclea, una associazione che ha creato le ZTC, Zone a Traffico Culturale. Sono cantieri che attivano dinamiche locali e stimolano una produzione culturale condivisa e collaborativa coinvolgendo gruppi di cittadini nella realizzazione di eventi / opere proposte alla comunità e al territorio. Lo scopo di una ZTC è quello di creare un nucleo di artigiani culturali che si impegnano a realizzare e organizzare un evento culturale appositamente studiato per restituire significato al luogo che lo ospita.
I miei studi si basano prevalentemente su una ricerca storico-moderna dell’immagine, fotografica ed in movimento. All’interno del percorso di autodidatta, ho partecipato, quando ho potuto, sulla base di una selezione portfolio a vari workshop e masterclass. Nel 2015 venni preso ad un workshop su, i diversi ruoli nella produzione cinematografica. Dedicato a fotografi professionisti che vogliono ampliare il proprio campo di lavoro in ambito cinematografico. Mario Spada e Angelo Raffaele Turetta erano i docenti di quel corso. Nel 2017 Tramite una open call di Zone a Traffico Culturale partecipai ad una Masterclass con Luca Campigotto, rivolta a giovani fotografi con un interesse per la fotografia di Paesaggio. Il risultato finale è stata una mostra e una proiezione, con l’aggiunta di una pubblicazione editoriale chiamata Spazi Ritratti. Successivamente a questa Masterclass se ne creò un’altra con Davide Monteleone come Master, il direttivo delle ZTC mi chiese di svolgere il ruolo di tutor come intermediario tra il Master e gli alunni selezionati. Da questa Masterclass venne creata una mostra ed una proiezione con la finalizzazione di un libro doppio tra 2 Masterclass condotte da WuMing e Davide Monteleone, intitolato Antropografia del Fiume. Nel 2018 venni selezionato per una Magnum Photos Scholarship, presso la Triennale di Milano condotta da Alex Majoli. Un corso intensivo seguito da due settimane di shooting e un seminario di editing collettivo, che ha visto noi giovani, selezionati da ogni parte del mondo, essere incaricati di esplorare la trasformazione urbana della città di Milano. Costruendo il lavoro con la supervisione di Alex Majoli. Il progetto è stato successivamente presentato alla triennale di Milano in una proiezione evento pubblica durante la Milano Photo Week. Nel 2019 vinsi una call per Artisti visivi nella citta che mi ha dato alla luce, Shkoder. Per la prima volta gli spazi del Museo Nazionale Marubi sono stati aperti ad un gruppo di giovani artisti albanesi. La selezione è avvenuta tramite una open call congiunta del Museo Marubi e di Art House, per la terza edizione della residenza d’artista di Art House School, dal titolo Beyond the Image, con un focus sullo stretto rapporto che intercorre tra l’autore e le immagini. Sono stati invitati Adrian Paci, Angelika Stepken, Pier Luigi Tazzi e Francois Cheval a confrontarsi e dialogare con i selezionati. La conclusione di questa esperienza ha portato ad una mostra “Seven Albanian Photographers, a residency”, Curata personalmente da Francois Cheval ed aperta al pubblico negli spazi del Museo Nazionale di Fotografia Marubi ed Art House, supportata dall’Ambasciata di Francia in Albania.

Lavoro e sviluppo progetti personali di medio-lungo corso. Il mio percorso copre varie forme multimediali. Ho un forte interesse per i ricordi, il tempo, i confini e le fratture invisibili della società. Sono attratto dalla decentralizzazione del focus tematico, esploro con interesse ciò che sta a margine di un tema. La mia personale produzione si concentra geograficamente attorno all’area Euro-Mediterranea.

  • Sort by:
  • SIZE
    25x25cm

    PRICE
    PRICES
    25x25cm - 120€
    40x40cm - 250€
    60x60cm - 350€

    Sin da quando ero un adolescente sono stato affascinato dalla natura effimera delle relazioni tra esseri umani, in correlazione con il loro habitat.

    Da una visione personale sull’estetica dell’immagine dove nuove combinazioni visive dialogano in un discorso che si intreccia progressivamente in una discussione sul ricordo, il lavoro esplora un rapporto tra una visione postmoderna e indelebili emozione dell’infanzia, lasciando un senso di ambigua tristezza nell’inevitabilità di una nuova comprensione contemporanea del soggetto ritratto.

    Man mano che il flusso di fotografie viene trasformato attraverso la pratica della memoria, lo spettatore rimane testimone di ulteriori eventi di esistenza e trasformazione ai margini degli attuali confini Europei.

    Iniziato nel 2015, tutt’ora in divenire, “Behind the fog, an invisible border” racconta la mia visione personale del cuore più profondo dei Balcani.

    Un lavoro a lungo termine che mira a decifrare le sfaccettature di questa nazione, a 30 anni di distanza da quel novembre (1995) il cui sì stabilì la creazione di due entità interne predominanti, nella nazione chiamata oggi Bosnia Erzegovina.

    Un viaggio attraverso un paesaggio mai immutato, dal carattere forte, che talvolta assume sembianze decisamente rudi. L’attraversamento di commemorazioni contrapposte, di persone incontrate che quotidianamente dialogano con i loro ricordi mai dimenticati.

    Marlin Dedaj

    Waiting for military diplomas, BiH.

    AVAILABLE FOR 31 DAYS

  • SIZE
    25x25cm

    PRICE
    PRICES
    25x25cm - 120€
    40x40cm - 250€
    60x60cm - 350€

    Sin da quando ero un adolescente sono stato affascinato dalla natura effimera delle relazioni tra esseri umani, in correlazione con il loro habitat.

    Da una visione personale sull’estetica dell’immagine dove nuove combinazioni visive dialogano in un discorso che si intreccia progressivamente in una discussione sul ricordo, il lavoro esplora un rapporto tra una visione postmoderna e indelebili emozione dell’infanzia, lasciando un senso di ambigua tristezza nell’inevitabilità di una nuova comprensione contemporanea del soggetto ritratto.

    Man mano che il flusso di fotografie viene trasformato attraverso la pratica della memoria, lo spettatore rimane testimone di ulteriori eventi di esistenza e trasformazione ai margini degli attuali confini Europei.

    Iniziato nel 2015, tutt’ora in divenire, “Behind the fog, an invisible border” racconta la mia visione personale del cuore più profondo dei Balcani.

    Un lavoro a lungo termine che mira a decifrare le sfaccettature di questa nazione, a 30 anni di distanza da quel novembre (1995) il cui sì stabilì la creazione di due entità interne predominanti, nella nazione chiamata oggi Bosnia Erzegovina.

    Un viaggio attraverso un paesaggio mai immutato, dal carattere forte, che talvolta assume sembianze decisamente rudi. L’attraversamento di commemorazioni contrapposte, di persone incontrate che quotidianamente dialogano con i loro ricordi mai dimenticati.

    Marlin Dedaj

    Vrelo Bosne, BiH.

    AVAILABLE FOR 31 DAYS

  • SIZE
    25x25cm

    PRICE
    PRICES
    25x25cm - 120€
    40x40cm - 250€
    60x60cm - 350€

    Sin da quando ero un adolescente sono stato affascinato dalla natura effimera delle relazioni tra esseri umani, in correlazione con il loro habitat.

    Da una visione personale sull’estetica dell’immagine dove nuove combinazioni visive dialogano in un discorso che si intreccia progressivamente in una discussione sul ricordo, il lavoro esplora un rapporto tra una visione postmoderna e indelebili emozione dell’infanzia, lasciando un senso di ambigua tristezza nell’inevitabilità di una nuova comprensione contemporanea del soggetto ritratto.

    Man mano che il flusso di fotografie viene trasformato attraverso la pratica della memoria, lo spettatore rimane testimone di ulteriori eventi di esistenza e trasformazione ai margini degli attuali confini Europei.

    Iniziato nel 2015, tutt’ora in divenire, “Behind the fog, an invisible border” racconta la mia visione personale del cuore più profondo dei Balcani.

    Un lavoro a lungo termine che mira a decifrare le sfaccettature di questa nazione, a 30 anni di distanza da quel novembre (1995) il cui sì stabilì la creazione di due entità interne predominanti, nella nazione chiamata oggi Bosnia Erzegovina.

    Un viaggio attraverso un paesaggio mai immutato, dal carattere forte, che talvolta assume sembianze decisamente rudi. L’attraversamento di commemorazioni contrapposte, di persone incontrate che quotidianamente dialogano con i loro ricordi mai dimenticati.

    Marlin Dedaj

    Women at the commemoration. Potocari, BiH.

    AVAILABLE FOR 31 DAYS

No products were found matching your selection.

SUBSCRIBE OUR NEWSLETTER
TO STAY UPDATED ON OUR PROPOSALS

FACEBOOK

INSTAGRAM

Navigation
Close

YOUR PHOTOS

Close

Wishlist

Recently Viewed

Close

Categories